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Giovedì, 02 Gennaio 2025 15:19

LEGGE DI BILANCIO 2025: LE PRINCIPALI NOVITÀ

LEGGE DI BILANCIO 2025: LE PRINCIPALI NOVITÀ

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di bilancio 2025 che contiene le misure a sostegno delle imprese: rifinanziamento Nuova Sabatini, IRES premiale, decontribuzione Sud.

 

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2024 n. 305 la Legge di Bilancio 2025. Questa non introduce nuovi strumenti di agevolazione, ma interviene su numerose misure già esistenti, muovendosi principalmente in due direzioni: da un lato, prorogando incentivi in scadenza al 31 dicembre 2024, e, dall’altro, ridefinendo la disciplina di diversi bonus.

Vediamo quali sono alcune delle principali novità.

Proroga sport bonus

Per i titolari di reddito d'impresa, il comma 246 ripropone per il 2025, lo sport bonus, il credito d'imposta per le erogazioni liberali in denaro per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche.

Modifiche alla disciplina del bonus investimenti 4.0

In primo luogo, viene prevista l’abrogazione dal 2025 del credito di imposta per beni immateriali 4.0. A seguito della modifica, quindi, il bonus può essere fruito limitatamente agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2024 ovvero entro il 30 giugno 2025, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2024 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione

Per il credito di imposta beni strumentali materiali 4.0, invece, viene fissato un limite massimo di spesa di 2.200 milioni di euro per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, (entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione). Ogni impresa dovrà trasmettere telematicamente al MIMIT una comunicazione concernente l’ammontare delle spese sostenute e il relativo credito d’imposta maturato; il quale trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie con l’ammontare del relativo credito d’imposta utilizzabile, in compensazione mediante modello F24.

Riduzione IRES

È anche prevista la riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20% per il solo periodo d’imposta 2025, per le società di capitali che accantonano almeno l’80% degli utili 2024 e ne destinano almeno il 30% (comunque non meno del 24% degli utili 2023 e non meno di 20.000 euro) a investimenti in beni strumentali nuovi tecnologici come previsto per i beni di Transizione 4.0 e transizione 5.0. Tali beni devono essere nuovi e destinati a strutture produttive situate in Italia, realizzati a decorrere dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025 ed entro la scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024.

Modifiche e semplificazioni alla disciplina del bonus Transizione 5.0

Vengono apportate importanti notifiche in merito alla presente disciplina, queste novità sono applicabili anche agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024. Viene introdotta un'aliquota unica per investimenti fino a 10 milioni di euro. Viene eliminato il divieto di cumulo con il credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno/ ZLS e con altri incentivi finanziati da fondi europei.

Rimane, invece, confermata la non cumulabilità con il credito d’imposta per investimenti in beni nuovi strumentali materiali e immateriali 4.0. Vengono poi semplificate le procedure di calcolo dei consumi energetici.

Proroga per il triennio 2025-2027 del credito di imposta quotazione PMI

Con il comma 449 viene, il credito di imposta quotazione PMI, prorogato fino al 31 dicembre 2027.

Rifinanziamento Nuova Sabatini

Il comma 461 rifinanzia con 1,7 miliardi di euro la Nuova Sabatini, strumento efficace per la crescita e il rilancio degli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese.

Le agevolazioni consistono in un contributo in conto impianti, calcolato in via convenzionale su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

- 2,75% per investimenti strumentali ordinari;

- 3,575% per investimenti 4.0 e per investimenti green.

Proroga del credito d’imposta ZES unica del Mezzogiorno

Per l’anno 2025 vengono stanziati 2,2 miliardi di euro. Il credito d’imposta spetta alle imprese che effettuano l'acquisizione dei beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nelle aree della Regione Abruzzo ammissibili alla deroga prevista dall’art. 107.3.c), del TFUE (Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea), come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Prorogato anche il credito d’imposta ZES Agricoltura

Lo stanziamento previsto per l’anno 2025 è pari a 50 milioni di euro.

Interventi a sostegno dello sviluppo del settore turistico

È prevista la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti privati al fine di sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica sul territorio nazionale.

L’obiettivo è sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica a livello nazionale, favorendo anche:

  • la destagionalizzazione dei flussi turistici;
  • la digitalizzazione dell’ecosistema turistico;
  • le filiere turistiche;
  • gli investimenti nel rispetto dei principi ESG (Environment, Social, Governance, ovvero i tre pilastri della sostenibilità che contribuiscono al raggiungimento di obiettivi globali come quelli dell’Agenda 2030 dell’ONU);
  • il turismo sostenibile.

(Sarà un decreto interministeriale a definire i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione di tali agevolazioni).

Nuova decontribuzione Sud

Per gli anni 2025-2029, è disciplinato un nuovo sgravio contributivo per le imprese che occupano lavoratori nel Mezzogiorno. La decontribuzione è valida per Tutti i contratti a tempo indeterminato attivi nelle regioni meridionali.

L’intensità, però, è inferiore rispetto alla versione originaria:

  • dal 30% si scende al 25% per il 2025 e si riconferma la progressiva diminuzione, che ora arriva fino al 15% nel 2029 (per gli anni 2026 e 2027 l’esonero sarebbe sceso al 20%; per gli anni 2028 e 2029 lo sgravio sarebbe stato fissato al 10%)

La copertura finanziaria di questa misura è di circa 7,1 miliardi di euro fino al 2030.

Patente a crediti nei cantieri: le regole e le deroghe per i lavoratori autonomi

Tutti i requisiti inerenti agli adempimenti in materia di salute e sicurezza, necessari alla richiesta della patente a crediti

Con l’entrata in vigore del Decreto Legge n.19/2024, convertito in legge (n.56 del 29 aprile 2024), tutte le imprese ed i lavoratori autonomi operanti presso cantieri temporanei e mobili hanno l’obbligo di richiedere la patente a crediti per operare nei cantieri temporanei e mobili, ad esclusione di quelle che effettuano mere forniture e prestazioni intellettuali; escluse, altresì, le imprese con attestazione SOA di classifica pari o superiore alla III.

Nel caso di specie, i requisiti necessari alla presentazione telematica della domanda, sono sei, di cui tre autocertificati (iscrizione alla CCIAA, DURC regolare, DURF regolare) e tre, inerenti agli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, auto-dichiarati con dichiarazione sostitutiva di atto notorio (redazione DVR, nomina RSPP, adempimento degli obblighi formativi).

Il lavoratore autonomo (“persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione"), alla luce di quanto definito dagli art.21 e 94 del D.Lgs. 81/08, ha l’obbligo di utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al Titolo III, munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni del medesimo Titolo III e munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità (ma quest’ultimo obbligo è previsto solo nell’ipotesi in cui effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto).

L’articolo 21, al comma 2, poi, prevede la facoltà degli stessi soggetti, in relazione ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico, di beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni dell’art. 41 del T.U. (fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali) e partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo quanto previsto dall’articolo 37 del T.U. (anche in tal caso fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali).

 

Alla luce delle considerazioni su esposte ed in risposta al quesito formulato, si evidenzia che i soggetti su menzionati non saranno obbligati a redigere il documento di valutazione dei rischi né alla designazione di un R.S.P.P. – Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, atteso che tali obblighi incombono unicamente in capo a chi riveste la qualifica di datore di lavoro.

Allo stesso modo, gli stessi non saranno obbligati a frequentare i corsi di formazione cogenti in materia di salute e sicurezza (ad esclusione dei casi espressamente previsti da disposizioni speciali anche di attuazione del D.Lgs. 81/08, ovvero alle attestazioni inerenti all’avvenuta formazione per utilizzo di attrezzature con obbligo di addestramento, ai sensi dell’art.73 co.5 del D.Lgs. 81/08, regolamentata dall’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012); nell’ambito della verifica dell’idoneità tecnico professionale del lavoratore autonomo destinato ad operare in un cantiere temporaneo e mobile, definita nell’allegato XVII co.2 lett. d) del D.Lgs. 81/08, facendo seguito alla modifica introdotta dal D.Lgs. 106/09, per il caso di specie la stessa sarà volta a rilevare la non obbligatorietà della formazione per i lavoratori autonomi.

Ne consegue che, nelle more di richiesta della patente a crediti, il lavoratore autonomo non sarà tenuto alla redazione del DVR, alla designazione del R.S.P.P. ed alla effettuazione della propria formazione (salvo i casi specifici sopra menzionati), avendo la possibilità, all’atto dell’istanza di richiesta telematica sul portale dell’INL dedicato, di dichiarare la non obbligatorietà dei suddetti adempimenti, costituenti, come detto, requisiti necessari, limitatamente ad ove applicabili.

Si precisa, in ultimo, che le suddette deroghe si applicano anche ai componenti dell’impresa familiare ex art.230-bis C.C. ed alle imprese senza lavoratori dipendenti e con un vero e proprio lavoro di subordinazione.

 A cura di Francesco Ricupero

Consulente tecnico Area Sicurezza sul lavoro e Certificazioni No Food

Fonti:

D.L. 19/2024

Legge 56/2024

D.L. 19/2024

D.M. 132/2024

Circolare INL 4/2024

D.Lgs. 81/08 art.21

D.Lgs. 81/08 art.73

D.Lgs. 81/08 art.94

D.Lgs. 81/08 allegato XVII

Quesito Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 14 settembre 2012

Interpello al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.7 del 02 Maggio 2013

In.Fo. Sicuri – Regione Piemonte

 

 

Le imprese beneficiarie potranno ottenere lo sconto in sede di pagamento della rata di premio a conguaglio per l’anno 2024, entro il 17 febbraio 2025.

L’INAIL ha calcolato, per l’anno 2024, un’aliquota del 4,81% per le aziende artigiane che non hanno registrato infortuni nel biennio 2022/2023 e che si presentano in regola con le disposizioni in materia di formazione e sicurezza sul lavoro. Lo sconto a da applicare alle aziende è stabilita dal Ministero del Lavoro, con Decreto del 9 ottobre 2024, che determina la percentuale della riduzione dei premi assicurativi INAIL.

L’aliquota al 4,81% riguarda sia i premi della polizza artigiani (premio speciale unitario) che quelli della polizza dipendenti (premi ordinari). Le imprese beneficiarie devono, inoltre, aver richiesto la riduzione in sede di dichiarazione delle retribuzioni 2023, e potranno ottenere lo sconto in sede di pagamento della rata di premio a conguaglio per l’anno 2024, entro il 17 febbraio 2025.

Come presentare la domanda?

Le imprese artigiane che hanno presentato richiesta entro i termini previsti possono beneficiare, entro il 17 febbraio 2025, dello sconto in sede di pagamento della rata di premio a conguaglio per l’anno 2024. Per ottenere lo sconto è necessario presentare apposita istanza in sede di autoliquidazione delle retribuzioni, pagando in un’unica soluzione o in quattro rate trimestrali con interessi. Le richieste devono essere presentate per via telematica – utilizzando il servizio INAIL AL.P.I online  - selezionando la voce “Invio telematico Dichiarazione Salari”.

Il saldo finale di autoliquidazione, se a credito, può essere utilizzato per compensare eventuali altri debiti per premi e accessori Inail, purché non iscritti a ruolo esattoriale. La compensazione può riguardare anche quanto dovuto ad altre amministrazioni o i contributi dovuti alle associazioni di categoria titolari di apposita convenzione con l’Istituto. Non è, invece, possibile utilizzare un credito relativo a contributi associativi per pagare un premio Inail, né effettuare compensazioni tra contributi associativi.

Il titolare artigiano deve verificare presso la sede Inail l’effettiva sussistenza del credito stesso e successivamente procedere alla compensazione, attraverso la compilazione del modello F24. Il modello F24 EP, invece, non consente di operare la compensazione tra importi a credito e a debito.

 

Decreto Interministeriale del 9 ottobre 2024 Riduzione dei premi per gli artigiani:

https://www.lavoro.gov.it/sites/default/files/temi-e-priorita%2C%20salute-e-sicurezza/normativa/Decreto%20Interministeriale%20del%209%20ottobre%202024%20Riduzione%20dei%20premi%20per%20gli%20artigiani.pdf

Fonte:

https://www.inail.it/portale/assicurazione/it/Datore-di-Lavoro/Impresa-artigiana-senza-dipendenti/pagamento-premio-assicurativo-e-regolarita-impresa-artigiana/autoliquidazione-impresa-artigiana-senza-dipendenti.html

Rinnovabili.it

BibLus Acca

Il Decreto Ambiente 2024 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: spinta verde per il futuro dell’Italia

Tra le principali novità la semplificazione delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

 

Con il Decreto-Legge n. 153 del 17 ottobre 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 dicembre 2024, n. 294, e coordinato con la legge di conversione 13 dicembre 2024, n. 191, l’Italia compie un importante passo avanti verso la transizione ecologica. Questo provvedimento, che modifica il Testo Unico sull’Ambiente del 2006, non è di fatti solo un insieme di norme, ma un manifesto d'intenti per affrontare le sfide ambientali con una visione strategica e innovativa.

Tra le principali novità troviamo la semplificazione delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il governo punta ad accelerare la realizzazione di progetti legati alle energie rinnovabili, considerati cruciali per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), e del PNRR. I progetti di grande portata, come quelli per l'idrogeno verde, gli impianti fotovoltaici e agrivoltaici di vasta scala e i parchi eolici, verranno ora trattati come prioritari. Un ulteriore incentivo arriva dalla riduzione dei tempi burocratici, accompagnata dalla necessità per i proponenti di certificare la disponibilità legale dei terreni coinvolti nei progetti.

Il decreto affronta anche il tema dell’economia circolare, introducendo strumenti concreti per favorire il recupero e il riutilizzo dei materiali. L'Albo Gestori Ambientali, ad esempio, viene potenziato con una rappresentanza più ampia, per migliorare la gestione dei rifiuti da parte delle imprese. Le nuove disposizioni facilitano inoltre il recupero dei sottoprodotti derivanti dalle opere infrastrutturali e promuovono la cura del paesaggio e del verde pubblico e privato. Questo approccio è pensato per trasformare gli scarti in risorse, riducendo l'impatto ambientale e favorendo un modello di sviluppo sostenibile.

Sul fronte delle bonifiche, il decreto punta i riflettori sui cosiddetti "siti orfani", aree contaminate prive di un responsabile individuabile. Le nuove norme rendono più snelle le procedure di analisi e approvazione dei progetti di intervento, accelerando così le operazioni di risanamento. Sul lato rifiuti, un’altra importante novità è data dalla possibilità per il legale rappresentante di un’impresa di assumere direttamente il ruolo di responsabile tecnico per la gestione dei rifiuti senza necessità di verifiche iniziali o aggiornamenti (se ha ricoperto questo ruolo per almeno tre anni nella stessa azienda).

Il decreto non trascura la gestione del dissesto idrogeologico e delle risorse idriche, due temi sempre più urgenti in un contesto di cambiamenti climatici. L’introduzione del concetto di “acque affinate”, che include le acque reflue trattate per essere riutilizzate in agricoltura o industria, rappresenta un passo avanti verso una gestione più sostenibile delle risorse idriche. Parallelamente, vengono rafforzati il monitoraggio e la pianificazione degli interventi per la difesa del suolo, un impegno necessario per prevenire le emergenze ambientali.

Un altro aspetto cruciale riguarda le concessioni per l’estrazione di idrocarburi. Con il Decreto Ambiente, il rilascio di nuovi permessi per l’estrazione di idrocarburi liquidi viene bloccato, fatta eccezione per i progetti già avviati. Le deroghe sono concesse solo in casi specifici, come per giacimenti con un potenziale minerario significativo. Questa scelta riflette la volontà di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e promuovere una transizione verso fonti energetiche più pulite.

La transizione energetica trova ulteriore slancio con l’individuazione di zone prioritarie per le rinnovabili, dove i progetti potranno beneficiare di procedure autorizzative più rapide. Le commissioni VIA potranno inoltre avvalersi del supporto tecnico di enti specializzati, come il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), per valutare con maggiore efficacia i progetti strategici.

Fonti:

Decreto-Legge n. 153 del 17 ottobre 2024

Ambiente Sicurezza Web

Rinnovabili.it

BibLus Acca

Sicurezza sul lavoro e DVR: una sentenza che fa scuola

La sentenza della Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del datore di lavoro per le carenze nella gestione della sicurezza.

Un grave infortunio sul lavoro, avvenuto nel 2016 presso un’azienda di logistica, ha riportato all’attenzione il ruolo cruciale del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) nella prevenzione degli incidenti. La recente sentenza della Corte di Cassazione (Sez. 4, 26 febbraio 2024, n. 8282), che ha confermato la responsabilità del datore di lavoro per le carenze nella gestione della sicurezza, sottolinea l’importanza di questo strumento per la tutela dei lavoratori e delle imprese.

Il DVR: obblighi e responsabilità

Il DVR è previsto dal D.Lgs. 81/2008 come documento obbligatorio per tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione o dal settore. Deve contenere un’analisi dettagliata di tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro e definire le misure preventive da adottare per minimizzarli o eliminarli. La normativa è chiara: il DVR non è un mero adempimento burocratico, ma uno strumento operativo essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro.

La Cassazione ha ribadito che la responsabilità di redigere, aggiornare e monitorare il DVR ricade personalmente sul datore di lavoro. Tale obbligo non è delegabile, nemmeno in caso di subentro in una posizione di garanzia. Il nuovo responsabile ha dunque il dovere di verificare l’adeguatezza del documento esistente e, se necessario, apportare modifiche per colmare eventuali obblighi e carenze.

Un caso emblematico

Nel caso analizzato dalla Cassazione, un lavoratore è stato coinvolto in un grave incidente sul lavoro a causa dell’assenza di misure preventive adeguate, come zone protette e segnaletica per separare pedoni e mezzi semoventi. La documentazione sulla sicurezza, pur presente, era "gravemente carente" e non contemplava i rischi specifici relativi all’area in cui si è verificato l’incidente.

Nonostante il datore di lavoro fosse subentrato nella posizione di responsabilità da pochi mesi, la Corte ha stabilito che ciò non lo esimeva dall’obbligo di verificare e aggiornare il DVR. La mancata valutazione dei rischi specifici è stata considerata una causa determinante dell’evento, e la responsabilità non poteva essere trasferita a chi aveva redatto il documento in precedenza.

Conseguenze della mancata redazione o aggiornamento del DVR

La normativa in vigore prevede sanzioni severe per le imprese che non redigono o aggiornano il DVR, tra cui:

  • Sanzioni penali: Arresto fino a otto mesi o ammenda fino a 15.000 euro.
  • Sequestri e blocco delle attività: Le autorità possono disporre la chiusura dell’azienda in caso di gravi inadempienze.
  • Danni reputazionali: L’assenza di un DVR o la sua inadeguatezza compromette la credibilità aziendale e può avere ripercussioni sui rapporti con clienti e partner.

La Cassazione ha sottolineato che il DVR è un documento soggetto a revisione in caso di modifiche nei processi produttivi, adozione di nuove tecnologie o incidenti significativi. L’aggiornamento tempestivo è fondamentale per garantire che tutti i rischi siano correttamente analizzati e gestiti.

Un monito per le imprese

La sentenza rappresenta un chiaro monito per tutte le aziende: la sicurezza sul lavoro non può essere trattata come una formalità. Il DVR è il fulcro delle politiche di prevenzione e deve essere gestito con la massima attenzione, sia nella fase di redazione che in quella di aggiornamento (ove si subentra nella gestione di un’attività).

Ogni datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare un ambiente sicuro, e il DVR rappresenta il primo passo per raggiungere questo obiettivo. Le carenze nel documento non solo mettono a rischio la salute dei lavoratori, ma espongono l’azienda a gravi conseguenze legali, economiche e reputazionali.

Vuoi affidarti ad un nostro consulente per la redazione del DVR? Contattaci: https://www.promotergroup.eu/index.php/contattaci

 

Fondo nuove competenze (FNC) terza edizione: come richiedere un contributo a fondo perduto per la formazione dei lavoratori

Con il Decreto del Ministero del Lavoro 10 ottobre 2024 prende il via la terza edizione del Fondo Nuove Competenze. Tutti i datori di lavoro che sottoscrivono accordi collettivi di modifica dell’orario di lavoro per formazione possono chiedere un contributo a fondo perduto.

(PRESENTAZIONE DAL 10 GENNAIO AL 10 APRILE)

Il Fondo Nuove Competenze è identificato quale uno dei Programmi guida all’interno del Piano Nazionale Nuove Competenze adottato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze del 14 dicembre 2021, e in particolare in riferimento al gruppo target dei lavoratori occupati.

L’agevolazione, istituita nel 2020 (articolo 88 del Decreto Legge numero 34/2020) per far fronte al cambiamento del mercato del lavoro in seguito alla stagione segnata dal Covid-19, e che permette ai datori di lavoro di aziende private, ma anche di società a partecipazione pubblica, di investire sulla formazione dei lavoratori e sull’ampliamento delle loro competenze, si è evoluta e, giunta alla terza edizione, si propone di accompagnare i processi di transizione digitale ed ecologica dei datori di lavoro, nonché favorire nuova occupazione attraverso il riconoscimento di un contributo al costo del lavoro dei soggetti coinvolti in percorsi formativi di accrescimento delle competenze nei seguenti ambiti di formazione:

  • Sistemi tecnologici e digitali
  • Intelligenza artificiale
  • Sostenibilità e impatto ambientale
  • Economia circolare
  • Transizione ecologica
  • Efficientamento energetico
  • Welfare aziendale e benessere organizzativo.

Il FNC rimborsa il costo delle ore di lavoro destinate alla frequenza della formazione, offrendo ai lavoratori l'opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle condizioni del mercato di lavoro in continua mutazione. L'intervento del FNC rappresenta un’operazione di importanza strategica e la sua dotazione ammonta a complessivi 730 milioni di euro a valere sulle risorse del Programma Nazionale “Giovani, donne e lavoro 2021-27” cofinanziato dal FSE+.

Le risorse del FNC seguono una divisione per specifiche aree di intervento:

  • Sistemi formativi 25%
  • Filiere formative 25%
  • Singoli datori di lavoro 50%

Le aziende ottengono un contributo a fondo perduto che viene calcolato sulle ore dedicate alla formazione. Il FNC si fa carico del costo retributivo del personale impegnato (per un ammontare pari al 60% del costo, 80% nel caso di interventi presentati da Sistemi e Filiere formative) e della contribuzione previdenziale e assistenziale delle ore destinate alla formazione (per un ammontare pari al 100% del costo).

 Il numero delle ore da destinare allo sviluppo delle competenze per ogni lavoratore deve essere compreso tra un minimo di 30 ore e un massimo di 150 ore. Le attività di formazione e di richiesta saldo dovranno essere concluse entro 365 giorni dalla data di approvazione della domanda da parte del MLPS. 

Il Decreto introduce anche la possibilità di ottenere i contributi del Fondo anche per persone non ancora assunte, in modo da instaurare un rapporto con nuovi candidati durante la formazione per poi trasformarli in lavoratori dell'azienda.

Inoltre, nel caso di datori di lavoro che aderiscano a un Fondo Paritetico Interprofessionale, l'attività di formazione dovrà essere finanziata in tutto o in parte anche da tale Fondo.

 

Promotergroup Spa e gli enti di formazione della rete, affiancano le imprese lungo tutto l'iter, dalla presentazione della domanda al Ministero del Lavoro e ai Fondi interprofessionali, alla gestione ed erogazione della formazione, fino alla rendicontazione e all'attestazione delle competenze acquisite.

Se desideri ricevere maggiori informazioni e ottenere per la tua impresa il contributo a fondo perduto relativo al FNC contattaci allo 0932/862613, inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.promotergroup.eu/index.php/contattaci

 

Multe a datori che affittano alloggi stagionali non idonei o troppo cari a lavoratori stranieri

Il Decreto Legge ‘Salva Infrazioni’, arrivato il 14 novembre in Gazzetta Ufficiale (DL 131/2024, convertito da L 166/2024) dà attuazione alla Direttiva 2014/36/UE che stabilisce le condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di impiego in lavori stagionali. Il Decreto introduce sanzioni per quei datori di lavoro che affittano alloggi ritenuti non idonei ai lavoratori stagionali o che richiedono un canone troppo alto (decurtando in alcuni casi il costo dell’affitto dalla busta paga del lavoratore). Le multe variano dai 350 ai 5.500 euro per ogni lavoratore, e hanno come scopo quello di scoraggiare lo sfruttamento e l’abuso nei confronti dei lavoratori provenienti da paesi extra-UE.

Va ricordato che, già il Testo Unico sull’Immigrazione obbligava i datori di lavoro a offrire alloggi idonei, tuttavia l’Unione Europea ha aperto diverse procedure di infrazione contro l’Italia per non aver adottato alcuna normativa specifica. In sostanza, dunque, il Dl 131/2024 ‘Salva Infrazioni’ risponde all’esigenza e alle pressioni provenienti dall’UE introducendo sanzioni per i datori di lavoro.

Cosa prevede il Decreto Legge ‘Salva Infrazioni’

In dettaglio, la nuova normativa prevede sanzioni pecunarie per i datori di lavoro che affittano alloggi ritenuti non idonei o che decurtano dallo stipendio mensile il costo dell’affitto. Il prezzo del canone non può, inoltre, essere maggiore di 1/3 dello stipendio percepito dal lavoratore.

   «15 bis. Il datore di lavoro che, in violazione del comma 3, mette a disposizione del lavoratore straniero un alloggio privo di idoneità alloggiativa o a un canone eccessivo, rispetto alla qualità dell’alloggio e alla   retribuzione, ovvero   trattiene l’importo del canone direttamente dalla retribuzione del lavoratore, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 350 a 5.500 euro per ciascun lavoratore straniero. Il canone è sempre eccessivo quando è superiore ad un terzo della retribuzione.».

L’approvazione del Decreto ‘Salva Infrazioni’ mira a scoraggiare lo sfruttamento e la speculazione abitativa che ricade sui lavoratori stagionali extraeuropei, impiegati soprattutto in agricoltura e turismo. Questi lavoratori si trovano spesso a lavorare in condizioni precarie e a vivere in strutture non a norma e/o sovraffollate. Il Testo Unico sull’Immigrazione del 2016, imponeva ai datori di lavoro di affittare immobili ai lavoratori stagionali ad un prezzo accessibile, il nuovo decreto mira a scoraggiare queste pratiche attraverso sanzioni per garantire sicurezza e protezione ai lavoratori provenienti dai paesi terzi.

Per maggiori informazioni

Testo del decreto legge: «Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi derivanti da atti dell’Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano.» (GU n.267 del 14-11-2024)

­­Monitoraggio in corso sui pomodori siciliani: collaborazione per garantire la sicurezza alimentare e contrastare l’epidemia da Salmonella Strathcona ST2559

L’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha registrato, da gennaio 2023 a novembre 2024, circa 266 casi di salmonella in Europa. Il numero di casi di infezione, identificati come salmonella, è in aumento in Germania (62) e in Italia (67). Stando al report pubblicato da Ecdc ed Efsa, 64 pazienti provenienti da Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Francia, Irlanda e Italia, avrebbero riferito di aver consumato pomodori (tipologia ciliegino).

I focolai, particolarmente gravi, riscontrati in Italia sono riconducibili alle regioni Toscana e Umbria. Le due regioni hanno segnalato circa 46 casi di Salmonella Strathcona ST2559. Il centro di diffusione pare essere rintracciabile in centri di cottura condivisi da diversi istituti scolastici. La Salmonella Strathcona è stata rilevata nel farro con pomodorini, riconducibili a tre grossisti italiani e due produttori.

Per garantire la massima sicurezza alimentare e tutelare la fiducia dei consumatori, le autorità italiane stanno conducendo verifiche sui pomodori presenti sul mercato, con un focus sui prodotti siciliani. Gli screening previsti dovranno essere completati entro dicembre 2024, così da individuare il veicolo sospetto e arrestare la diffusione dell’epidemia.  Le autorità dovrebbero, inoltre, condurre indagini sulla qualità dell’acqua di irrigazione.

In Sicilia le autorità sanitarie e alimentari preposte, stanno effettuando accertamenti presso aziende agricole di pomodorini e i magazzini di selezione e confezionamento per comprendere se siano la fonte dell’infezione dei casi di Salmonella Strathcona ST2559 registrati in Europa. Alcuni commercianti/grossisti potrebbero richiedere evidenze, alle aziende agricole e ai magazzini di lavorazione, a dimostrazione della salubrità dei prodotti forniti.

Come ad esempio:

  • analisi microbiologiche dei lotti di pomodori
  • analisi microbiologiche dell’acqua utilizzata nei magazzini e per l’irrigazione degli ortaggi
  • descrizione del sistema di controllo della qualità riguardante microbiologia e patogeni

La collaborazione dei produttori è fondamentale per garantire la trasparenza e il superamento di questa situazione, rafforzando la fiducia nella filiera agroalimentare siciliana.

L’Area Servizi Agroalimentari di Promotergroup fornisce supporto per il servizio di monitoraggio e controllo degli alimenti avvalendosi della collaborazione di laboratori accreditati

Vuoi affidarti ad un nostro consulente per ottenere maggiori informazioni? Contattaci: www.promotergroup.eu/index.php/contattaci

 

 

Il DL Agricoltura convertito in Legge n° 101/2024 ha previsto un credito di imposta per le imprese del settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura, impiantate nella ZES Unica del Mezzogiorno. Nella GU n 264 dell'11 novembre è stato pubblicato il Decreto 18 settembre 2024 del Ministero dell'Agricoltura con le regole attuative della misura.

  1. Credito ZES Unica Agricoltura: che cos'è e chi può beneficiare:

E’ un contributo sotto forma di credito d'imposta a favore delle imprese operanti nella produzione di prodotti agricoli e nel settore forestale e delle micro e pmi attive nella pesca e nell’acquacoltura che effettuano l'acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno - ZES unica (c.d. “ZES unica”) che ricomprende le zone assistite delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna Abruzzo. Possono beneficiare del credito d’imposta ZES Unica Agricoltura le indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato.

  1. Chi non può fruirne

L'agevolazione non si applica:

  • alle imprese destinatarie di ordini di recupero pendenti a seguito di una precedente decisione della Commissione che dichiara gli aiuti illegittimi e incompatibili con il mercato interno
  • alle imprese in difficoltà, ai sensi dell'articolo 1, comma 5, del regolamento (UE) 2022/2472
  • alle grandi imprese attive nella produzione e trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura
  • alle imprese specificamente individuate all’articolo 1 del regolamento (UE) 2022/2473.

L'agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese che svolgono in via principale o esclusiva l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

  1. Quali sono gli investimenti agevolabili:

Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 16 maggio al 15 novembre 2024. Rientrano tra le spese ammissibili l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, l’acquisto di terreni e l’acquisizione o realizzazione/ampliamento di immobili strumentali. Gli immobili oggetto dell’investimento devono essere utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva ubicata nella zona ZES. Il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento. Mentre il progetto di investimento non deve essere inferiore a 50.000 euro.

  1. Quando presentare domanda

Per accedere al contributo, le imprese dovranno presentare una comunicazione. Le domande per l’attribuzione del credito d’imposta ZES Unica Agricoltura potranno essere presentate dal 20 novembre 2024 al 17 gennaio 2025.

  1. Agevolazione spettante e Come fruire del credito

l credito d'imposta è utilizzabile in compensazione tramite modello F24. La percentuale del credito d’imposta effettivamente fruibile sarà determinata da apposito decreto attuativo, e sarà resa nota con provvedimento dell’Agenzia delle entrate da emanare entro il 27 gennaio 2025.

Per maggiori informazioni potete contattarci allo 0932/862613, inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o www.promotergroup.eu/index.php/contattaci

 

Creare un modello virtuoso di welfare territoriale: Comune di Vittoria e Promotergroup S.p.A. presentano “People”

Un progetto sperimentale di welfare territoriale per migliorare il benessere dei lavoratori e favorire l’equilibrio vita-lavoro, creando reti di supporto per famiglie e imprese

Vittoria, 21/11/2024 - Promotergroup S.p.a. e Comune di Vittoria, presentano il progetto “PEOPLE” – finanziato dal Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Sicilia – finalizzato alla promozione di iniziative di welfare aziendale familiare per il miglioramento del benessere lavorativo e la conciliazione dei tempi di vita-lavoro. La partnership tra Comune di Vittoria e Promotergroup S.p.a., azienda capofila del progetto, si avvale della collaborazione delle imprese Alètheia S.r.l., Promoter Società Cooperativa e Pro.me.sys S.r.l., per promuovere e sensibilizzare le aziende e il territorio locale sull’importanza del benessere dei dipendenti. Fine del progetto è quello di avviare un processo partecipativo e di confronto finalizzato alla creazione di reti di welfare territoriale. PEOPLE si declina in una serie di azioni, della durata di dodici mesi, proponendosi come un esempio virtuoso di partenariato pubblico-privato volto alla sperimentazione di un modello di welfare territoriale in grado di coinvolgere e promuovere soluzioni utili a migliorare il benessere dei dipendenti nei luoghi di lavoro. Oltre alle attività di promozione del welfare aziendale (workshop e seminari), il Comune di Vittoria e Promotergroup S.p.a. incoraggeranno la sottoscrizione di convenzioni e accordi con altre organizzazioni operanti sul territorio costituendo un elenco di soggetti fornitori di servizi di welfare.

Tra gli ambiti del progetto, verrà proposta l’attivazione di convenzioni utili a promuovere il servizio di custodia dei figli nei periodi di chiusura/sospensione scolastica. La presenza in azienda di spazi dedicati ad ospitare i figli permette infatti di risparmiare sulle spese destinate al loro accudimento oltre che una migliore gestione del tempo dedicato al lavoro. Un’altra importante azione, prevista dal progetto PEOPLE, riguarda la promozione di ambienti lavorativi sani, in grado di tutelare il benessere della persona sensibilizzandola sul tema della salute mentale. In questo contesto, verrà introdotta la figura di un welfare manager, specializzato nella creazione e nel monitoraggio dei piani di welfare. Presso le imprese partner saranno, inoltre, predisposti: spazi di ascolto individuale, attività di coaching individuale e di gruppo, attività di supervisione di equipe, attività di focus group e di formazione mirata. Ulteriori attività riguarderanno l’implementazione di un servizio “salva tempo” con l’introduzione della figura del ‘Maggiordomo Aziendale’, ossia di un concierge messo a disposizione dall’azienda per sgravare i dipendenti da incombenze burocratiche, nonché l’introduzione di forme di flessibilità oraria per migliorare il work-life balance (equilibrio tra famiglia, lavoro e tempo libero).

Nel complesso, con PEOPLE, Promotergroup S.p.a e Comune di Vittoria si impegnano a sviluppare un modello di welfare aziendale e familiare che interessi tutto il territorio e punti ad una maggiore coesione sociale. L’esperienza di Promotergroup S.p.a., già Società Benefit attenta al benessere dei dipendenti e con una forte vocazione alla responsabilità sociale d’impresa (CSR), si è rivelata fondamentale per l’aggiudicazione del finanziamento. La Global Service che opera in diversi settori, quali sicurezza, formazione, certificazioni e comunicazione, ha da tempo introdotto presso la propria sede operativa di Vittoria (RG) un servizio di nursery aziendale, una palestra per i dipendenti, un servizio di coaching individuale e di gruppo e adottato orari flessibili per venire incontro alle esigenze dei propri dipendenti e collaboratori.

«People nasce dall’idea di costruire e implementare un modello di welfare aziendale che Promotergroup ha già adottato e consolidato nel corso degli anni. – dichiara Gianni Polizzi, Presidente di Promotergroup S.p.a. – L’auspicio è quello di costruire una rete di imprese e di associazioni, lavorando in sinergia con le istituzioni pubbliche, per diffondere questo modello su scala locale e regionale».

«Oggi più che mai è importante salvaguardare il benessere dei dipendenti, prima di tutto donne e uomini con importanti ruoli sociali, supportarli nella loro crescita professionale e promuovere un corretto work-life balance per costruire ambienti di lavoro sani e inclusivi. – dichiara Erica Rovetto, HR Manager Promotergroup S.p.a. - Con PEOPLE ci impegniamo a creare un ecosistema di welfare territoriale, coinvolgendo le realtà locali per ridefinire la concezione stessa del ‘lavoro’ e contribuire a un cambiamento culturale positivo».

“Con “PEOPLE” puntiamo a promuovere welfare aziendale e territoriale, per coniugare qualità, sicurezza e tempi di vita e lavoro. – commenta il Vice-sindaco con delega alle politiche del lavoro Giuseppe Fiorellini - Per tornare a dare valore al lavoro come strumento di emancipazione complessiva delle persone e la creazione di sviluppo sostenibile.”

“Ci poniamo l’obiettivo di promuovere culture territoriali finalizzate a una condizione di negazione condivisa di ogni forma di sfruttamento dei lavoratori che restituisca e garantisca agli stessi sicurezza, benessere e qualità del lavoro” – ha affermato il Sindaco Francesco Aiello.

Media Contact:
Ufficio Stampa Promotergroup S.p.a.
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 Parlano del Progetto People:

VrSicilia

Video Mediterraneo

 

Ansa.it

Ragusa Oggi

Qds