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Antincendio: nuova proroga per gli Alberghi, adeguamento obbligatorio entro il 2026

Il recente Decreto Milleproroghe ha concesso un nuovo slittamento dei termini per l’adeguamento antincendio degli alberghi e delle strutture ricettive con oltre 25 posti letto

Grazie alla conversione del decreto Milleproroghe, il termine per l’adeguamento antincendio di alberghi e strutture ricettive slitta dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2026, guadagnando due anni.

Questa proroga offre un’ultima opportunità per mettersi in regola, evitando sanzioni e possibili chiusure. Un’altra novità importante riguarda l’aumento delle prescrizioni tecniche obbligatorie.

In passato, le strutture dovevano rispettare sei requisiti fondamentali, oggi il numero sale a otto.

Ecco le principali misure che gli albergatori devono adottare:

  • Resistenza al fuoco delle strutture;
  • Reazione al fuoco dei materiali;
  • Compartimentazioni per limitare la propagazione degli incendi;
  • Adeguatezza di corridoi;
  • Adeguatezza di scale;
  • Adeguatezza di ascensori e montacarichi;
  • Impianti idrici antincendio;
  • Vie di uscita sicure, sia ad uso esclusivo che promiscuo.

 Queste disposizioni non sono solo un obbligo di legge, ma un investimento fondamentale per garantire la sicurezza di ospiti e personale, oltre che per proteggere il proprio business da possibili sanzioni e danni reputazionali. Non è la prima volta che il settore alberghiero beneficia di una proroga. Dal 2018 si sono susseguiti diversi rinvii, legati a una normativa tecnica che risale addirittura al 1994. Il Decreto Milleproroghe, approvato dal Senato il 13 febbraio 2025, deve ancora ricevere il via libera definitivo dalla Camera e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma è chiaro che gli albergatori devono approfittare del tempo concesso per avviare subito gli interventi di adeguamento.

L’adeguamento alle normative antincendio non è solo un obbligo di legge, ma una garanzia di sicurezza per gli ospiti e una tutela per il proprio investimento.

Non aspettare l’ultimo momento: affidati ai nostri professionisti della sicurezza e pianifica gli interventi necessari per garantire un futuro sereno alla tua attività.

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L’ANTINCENDIO CAMBIA DI PASSO: NUOVI CRITERI PER LA MANUTENZIONE ANTINCENDIO

Il Decreto Controlli entrerà in vigore ad un anno dalla pubblicazione in Gazzetta, quindi dal 25/09/2022.

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 230, del 25 settembre 2021 è stato pubblicato il decreto interministeriale 1° settembre 2021 recante “Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a) punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”. Il provvedimento, che entrerà in vigore un anno dopo la sua pubblicazione, stabilisce i criteri generali da adottare per effettuare il controllo e la manutenzione di impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, fissando al tempo stesso le procedure generali per qualificare i tecnici manutentori allo svolgimento di tali attività, secondo le modalità stabilite nell’Allegato II al citato decreto. Per manutenzione si intende l’operazione o intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato, impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio. Gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti, le attrezzature e gli altri sistemi di sicurezza antincendio, in base al nuovo decreto, vanno eseguiti e registrati secondo la regola dell’arte, in accordo alle norme tecniche applicabili emanate dagli organismi di normazione nazionali o internazionali e delle istruzioni fornite dal fabbricante e dall’installatore, secondo i criteri indicati nell’Allegato I al decreto. Gli interventi di manutenzione devono essere effettuati da tecnici manutentori qualificati. Il tecnico manutentore qualificato ha la responsabilità dell’esecuzione della corretta manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio, in conformità alle disposizioni legislative e regolamentari applicabili, alla regola dell’arte e al manuale d’uso e manutenzione. Inoltre deve possedere i requisiti di conoscenza, abilità e competenza relativi alle attività di manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio.

Il datore di lavoro deve predisporre un registro dei controlli dove siano annotati i controlli periodici e gli interventi di manutenzione su impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, secondo le cadenze temporali indicate da disposizioni, norme e specifiche tecniche pertinenti, nazionali o internazionali, nonché dal manuale d’uso e manutenzione. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per gli organi di controllo.

FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO ANTINCENDIO

Il nuovo Decreto del Ministro dell'Interno 2 settembre 2021 recante “Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” presenta le novità sul percorso formativo degli addetti al servizio antincendio. Si ribadisce che tutti i lavoratori che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi, lotta antincendio o gestione delle emergenze, “devono ricevere una specifica formazione antincendio e svolgere specifici aggiornamenti”, i cui contenuti minimi sono contenuti nell’allegato. L’attività di formazione ed aggiornamento, limitatamente alla parte teorica, “può utilizzare metodologie di apprendimento innovative, anche in modalità FAD (formazione a distanza) di tipo sincrono e con ricorso a linguaggi multimediali che consentano l’impiego degli strumenti informatici quali canali di divulgazione dei contenuti formativi”. Si indica poi che ai fini dell’organizzazione delle attività formative sono individuati tre gruppi di percorsi formativi in funzione della complessità dell’attività e del livello di rischio.

 La formazione deve essere erogata da soggetti formatori, pubblici o privati, tenuti ad avvalersi di docenti in possesso di determinati requisiti. I docenti dei corsi di formazione per tecnico manutentore qualificato devono essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e avere conoscenza di leggi e regolamenti specifici del settore ed esperienza documentata, almeno triennale, sia nel settore della formazione sia nel settore della manutenzione degli impianti, delle attrezzature e dei sistemi di sicurezza antincendio e nel settore della sicurezza e della salute dei luoghi di lavoro e della tutela dell’ambiente. Le attività di formazione devono comprendere anche esercitazioni pratiche: pertanto, i docenti devono possedere esperienza di pratica professionale documentata, non inferiore ai tre anni, nel settore della manutenzione degli impianti, delle attrezzature e dei sistemi di sicurezza antincendio oggetto della specifica formazione pratica. Per tutte le tipologie di corsi, al fine del regolare svolgimento delle attività teorico-pratiche, devono essere disponibili aule ed ambienti per lo svolgimento delle lezioni teoriche ed aree idonee allo svolgimento delle lezioni pratiche con le relative attrezzature.

Visiona gli allegati:

ALLEGATO 1

ALLEGATO 2

 

 

 

 

 

 

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